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O-JANA’  |  INLAND IMAGES 

Inland Images (Folderol Records) is a work characterized by an intensely poetic vein and spontaneous creativity. It’s the result of the long-lasting interaction between two distant, yet kindred constellations such as Alessandra Bossa and Ludovica Manzo, aka O-Janà (from the word Janara – “witch” in Neapolitan), joining forces with Michele Rabbia’s expertly weaved textures. A clear and original stylistic signaturethat looks beyond national borders: the vocals shift with from song form to experimental sounds with great ease, splinters of piano (often prepared) and percussions alternate with electronics in a game of roles which never feels fixed or banal.

 O-Janà’s musical ideas perfectly marry Rabbia’s sensibility, giving life to a microcosm in which analogue and digital mix in the best way possible. A seething magma that does not aim at virtuosity and which is based upon traditional composition as well as improvisation and cut-up sounds: that “remix” which one may find at the Punkt Festival held by Norwegians Jan Bang and Erik Honorè. On the other hand, it is no coincidence that Eivind Aarset, one of the musicians of that innovative and breezy scene, wanted to contribute with his unmistakable sound to a work that is so similar to that musical universe. 

 “Inland Images” is a label-free journey between icy abstraction and vibrant pulsation through boundless territories, where song, melody and  chamber music find a place along with neoclassical and jazz nuances. “Inland Images” is a life story lived by three artists who have established a dialogue from very distant places and latitudes, and this is why this is a work of contemporary and international scope. 

[Luca Vitali – ph. Paola Favoino]

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È un lavoro caratterizzato da intensa vena poetica e spontanea creatività, questo Inland Images. Frutto dell’interazione di lungo corso tra due costellazioni così distanti e affini al tempo stesso come Alessandra Bossa e Ludovica Manzo, aka O-Janà (da Janara, strega in napoletano), e del loro incontro con le sapienti tessiture di Michele Rabbia. Una cifra stilistica chiara e originale che guarda oltre i confini nazionali: con grande disinvoltura la voce passa dalla forma canzone alla sperimentazione a mo’ di strumento, schegge di pianoforte (spesso preparato) e percussioni si alternano all’elettronica in un gioco di ruoli a schema mai fisso o banale. Un’idea musicale, quella di O-Janà, che si sposa alla perfezione con la sensibilità di Rabbia, dando vita a un microcosmo in cui analogico e digitale si combinano al meglio. Un ribollente magma sonoro che non mira al virtuosismo fine a se stesso e che si fonda sulla composizione più tradizionale come pure sull’improvvisazione e sull’arte del cut-up sonoro: quel “remix” di casa al Punkt Festival dei norvegesi Jan Bang ed Erik Honorè. D’altronde, non è un caso che Eivind Aarset, uno dei musicisti di riferimento di quella scena così disinvolta e innovativa, abbia voluto contribuire con il suo suono inconfondibile a un’opera tanto affine a quell’universo musicale. Inland Images è un viaggio tra algida astrazione e vibrante pulsazione attraverso territori sconfinati e liberi da etichette, dove trovano spazio anche la canzone, la melodia e la musica da camera con sfumature neoclassiche e jazz. Inland Images è una storia di vita vissuta da tre artisti che hanno instaurato un dialogo da luoghi e a latitudini anche molto distanti, e che anche per questo assume un respiro quanto mai contemporaneo e internazionale. 

 

«E’ molto bello – affascinante, ammaliante, perturbante»
Pino Saulo, Radio 3

«…Bellissimo album Inland Images, che si muove tra forma canzone, elettronica e improvvisazione» 
Tobia D’Onofrio, XL – La Repubblica
 
«…Capace di rivelare tesori nascosti di cristallina bellezza da scoprire con pazienza e passione»
Stefano ‘Bizarre’ Quario, Blow up
 
«Audace e convincente esordio. (…) Una pletora di suggestioni padroneggiata e mai sopra le righe»
Rumore
 
“…L’impressione è sempre quella di avere a che fare con una materia sonora malleabile, alta e assai raffinata»
Fabrizio Zampighi, Sentireascoltare

 

 

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